
Shoah, al Palazzo dell’Informazione anteprima di ‘In viaggio con Anne Frank’
Dal portale ADNKRONOS - IGN cronaca
L’opera ricostruisce la vicenda della giovane autrice del ‘Diario’ ripercorrendo le tappe della sua breve vita dall’arresto nell’alloggio segreto di Amsterdam alla morte per tifo nel lager di Bergen-Belsen.
Roma, 26 gen. 2007 - (Ign) - ‘In viaggio con Anne Frank’ dall’alloggio segreto di Amsterdam, dove la giovane ebrea scrisse il suo famoso ‘Diario’, fino al campo di sterminio di Bergen-Belsen. È l’itinerario proposto nel film-documentario di Roberto Malini e Dario Picciau, presentato ieri in anteprima nazionale al Palazzo dell’Informazione.
Momenti di emozione per la presenza di due testimoni della Shoah e grande attenzione da parte della comunità ebraica per la quale c'erano il ministro consigliere Elazar Cohen, vice ambasciatore di Israele in Italia, Leone Paserman, presidente della Comunità ebraica di Roma, on. Franca Coen, delegata del sindaco di Roma alle Politiche della Multietnicità e Intercultura, Ziva Fischer, presidente dell'Associazione donne ebree d'Italia, Victor Magiar, consigliere dell'Unione delle comunità ebraiche italiane, il Centro di cultura ebraica, il centro ebraico 'Il Pitigliani', Giancarlo Scheri, direttore di Rete4, Andrea Broglia, responsabile dell'Area Documentari di Mediaset.
‘In viaggio con Anne Frank’, realizzato dalla Visions e coprodotto da Mediaset e Zdf Enterprises, grazie a una serie di incontri con i sopravvissuti, ricostruisce la vicenda di Anne Frank ripercorrendo le tappe della persecuzione degli ebrei durante il Nazismo: l'applicazione delle leggi razziali, la creazione dei ghetti, il passaggio nei campi di transito, l'internamento nei luoghi di sterminio. Con gli autori che da molti anni sono impegnati per la memoria della Shoah, hanno parlato per la prima volta in assoluto alcuni testimoni del genocidio nei Paesi Bassi, oltre all’amica del cuore di Anne, Hanneli Pick-Goslar, che la frequentò quotidianamente durante la loro infanzia e prima adolescenza. Il filmato andrà in onda su Retequattro domani 27 gennaio, Giorno della Memoria, alle 15.10 in una puntata speciale di ‘Appuntamento con la storia’.
Malini, perché un documentario su Anne Frank?
Il nostro documentario consente allo spettatore di osservare gli stessi eventi con l’occhio del ricercatore o del cronista. Grazie ai documenti storici e ai testimoni, alcuni dei quali hanno parlato con noi per la prima volta in assoluto, abbiamo ricostruito le vicende che accaddero realmente ad Anne Frank e agli altri ebrei che vivevano in condizioni simili alle sue. ‘In viaggio con Anne Frank’ risponde alle domande che si pone chi legge il Diario o assiste ai film dedicati alla giovane ebrea tedesca. Com’era Anne da bambina e poi da adolescente, con le sue amiche? Possedeva davvero il dono dell’ottimismo e quella forza d’animo che traspaiono dalle pagine del Diario? Che cosa le accadde dopo l’ultima pagina di quel libro? Chi tradì la sua famiglia e i suoi amici, per un pugno di fiorini? Abbiamo svolto un’indagine meticolosa, raggiungendo luoghi della Storia e testimoni in grado di fornirci altri tasselli di una verità tragica. ‘In viaggio con Anne Frank’ segue l’autrice del Diario ancor più da vicino rispetto ad altri documentari importanti, come ‘Ricordando Anne Frank’ o ‘Gli ultimi sette mesi di Anne Frank’.
Quanto lavoro c'è stato dietro? Le ricerche, le testimonianze raccolte, il contributo dello Yad Vashem...
Il lavoro preparatorio è stato decisamente complesso. Le basi, naturalmente, si fondano sulla nostra ricerca storica dedicata ad Anne Frank , alla Shoah in Olanda e – più in generale – all’Olocausto, che è iniziata tanti anni fa si è concretata in diversi progetti, fra cui I libri “Le 100 Anne Frank”, “Insegnare l’Olocausto” e “Un diverso Olocausto”, la sceneggiatura e la regia del lungometraggio “Cara Anne – Il dono della speranza” e i brevi film-documenti “Binario 21” e “Grüne Rose”(che sarà proiettato in anteprima a Firenze il 27 gennaio prossimo). Quindi abbiamo stilato un piano di incontri con i testimoni della Shoah in Olanda, per seguire da vicino la vita di Anne Frank dall’infanzia alla clandestinità e soprattutto gli eventi che le accaddero dopo l’arresto.
I sopravvissuti ci hanno aperto le porte delle loro case, gli album di fotografie e soprattutto hanno compiuto ogni sforzo per ricordare eventi che risalgono a più di sessant’anni fa. Hanneli Pick-Goslar, coetanea di Anne Frank, conobbe la protagonista del documentario quando aveva solo quattro anni. Spinte da una simpatia istintiva, le due bimbe, entrambe fuggite dalla Germania di Hitler nel 1933, divennero subito amiche del cuore e si frequentarono quasi quotidianamente fino al giorno in cui la famiglia Frank si rifugiò nel nascondiglio di Prinsengracht 263.
La Goslare, che oggi è bisnonna, per un caso singolare del destino, incontrò ancora l’amica nel lager di Bergen-Belsen, pochi giorni prima della sua morte, a causa del tifo e delle privazioni. Hanneli ha ricordato per noi vicende che lei stessa pensava di aver dimenticato. Il suo apporto è stato prezioso, come quello di Mirjam Pinkhof, eroina ella resistenza olandese, che salvò dalla deportazione settanta bambini ebrei, fra i quali tante ‘Anne Frank’, alcune delle quali sono ancora vive. Halina Birenbaum, sopravvissuta ad Auschwitz e Majdanek, ha ricostruito la scena apocalittica che Anne Frank vide quando scese dal treno. Gli ospiti del ricovero per anziani ebrei olandesi di Gerusalemme e testimoni come Ruth Bondi o Simha Appelboim ci hanno aiutato a descrivere le realtà del campo di transito di Westerbork e del luogo di morte che si chiamava Bergen-Belsen.
Il contributo del museo memoriale Yad Vashem di Gerusalemme è stato fondamentale. Il direttore Avner Shalev, lo storico principale Dan Michman e molti altri funzionari ed esperti hanno aperto per noi gli archivi più importanti del mondo e ci hanno consentito di girare alcune riprese all’interno dei loro spazi. Grazie al loro supporto abbiamo immortalato scene indimenticabili. Per esempio, il violinista di Auschwitz, Jacques Stroumsa, che suona ancora il suo strumento nella Valle delle Comunità…
Perché la necessità di utilizzare la Virtual History? Non c'è il rischio di confondere i piani realtà-finzione, affrontando poi un tema così delicato...
La ‘Virtual History’ è una nuova frontiera dell’animazione tridimensionale, una nostra invenzione che consente, lavorando con particolari software, di ricostruire in grafica 3d luoghi e personaggi della Storia, in base a fotografie. Pochi sanno, per esempio, che non esiste un solo fotogramma girato ad Auschwitz durante il nazismo. Possediamo solo filmati successivi alla Liberazione. Quando la voce narrante parla di Auschwitz-Birkenau, nei documentari girati fino a ieri non si vedono in realtà immagini di quel campo, ma di Mauthausen, Buchenwald o Dachau. Grazie alla ‘Virtual History’, il documentario ‘In viaggio con Anne Frank’ consentirà agli spettatori di vedere veri e propri filmati d’epoca ripresi all’interno della ‘Fabbrica della morte’, di Westerbork e di Bergen-Belsen.
Si tratta di immagini virtuali, ma ricostruite con totale fedeltà ai luoghi storici, in base alle fotografie che abbiamo rintracciato negli archivi. In alcune sequenze si vedranno anche Anne Frank e i suoi familiari, come se una telecamera di dell’epoca li avesse ripresi. E’ un omaggio che la tecnologia dedica alla memoria, un piccolo viaggio nel tempo e un modo nuovo di leggere la Storia: da vicino, con grande rispetto e l’occhio di un cronista virtuale, sempre attento a non modificare la realtà degli eventi.
Cosa è rimasto a voi alla fine di questo viaggio con Anne?
Non è stata solo la realizzazione di un progetto a cui tenevamo tantissimo, ma anche e soprattutto una grande esperienza umana. Non a caso, ci siamo recati nello stato di Israele durante il recente conflitto con il Libano. Niente al mondo ci avrebbe indotti a rimandare quegli appuntamenti a Haifa, Gerusalemme, Tel Aviv. I testimoni ci aspettavano e quell’attesa li faceva sentire più vicini alla stessa Europa da cui erano fuggiti sessant’anni fa, dopo che il nazismo l’aveva trasformata in un inferno, dopo che la Soluzione Finale aveva massacrato la maggior parte dei loro cari.
Aspettando il momento del nostro incontro, grazie a internet e alle conversazioni telefoniche, eravamo già entrati in confidenza con alcuni dei sopravvissuti, che sono adesso fra i nostri amici più cari. Lo stesso vale per gli uomini e le donne del museo Yad Vashem: quando si lavora nel campo ella Shoah, succede che si condividano, oltre alle conoscenze e allo studio, momenti di commozione e pianto. Abbiamo intrapreso una strada insieme che ci fa sentire fratelli e che ci porterà a realizzare altri progetti, con rigore ‘tedesco’ e sentimento ‘ebraico’.

27 gennaio 2007, Giorno della Memoria dell'Olocausto. Su Rete 4, nel corso del programma "Appuntamento con la Storia" andrà in onda il film-documento "In viaggio con Anne Frank", di Roberto Malini e Dario Picciau, prodotto da Mediaset e Zdf. E' un documentario i cui valori storici ed educativi sono sottolineati dall'aiuto offerto dal Museo Memoriale Yad Vashem di Gerusalemme durante le riprese in Israele. Il direttore e lo storico principale del museo - Avner Shalev e Dan Michman - hanno offerto la loro testimonianza storica e hanno aperto agli autori i loro archivi, consentendo la realizzazione di riprese fondamentali all'interno degli spazi museali. Per ricostruire la vita di Anne Frank dopo l'ultima pagina del Diario, gli autori hanno incontrato a Gerusalemmela sua amica del cuore, Hanneli Pick-Goslar, che la frequentò quotidianamente durante la loro infanzia e prima adolescenza ad Amsterdam e che la rivide - e le parlò, impegnandosi per aiutarla - per pochi minuti a Bergen-Belsen, poco prima che il tifo e gli stenti uccidessero Anne e la sorella Margot. Poi, ancora grazie al supporto di Yad Vashem, gli autori sono entrati nella Casa di riposo per ebrei olandesi e
hanno avuto il privilegio di intervistare (per la prima volta in assoluto) alcuni testimoni dell'Olocausto nei Paesi Bassi. Mirjam Pinkhof, eroina della resistenza antinazista in Olanda, ha permesso di far conoscere al mondo la vicenda dei settanta bambini ebrei che lei e gli altri eroi del suo gruppo riuscirono a salvare dai campi disterminio: grazie a loro, numerose "AnneFrank" evitarono la deportazione. Durante il conflitto con il Libano, quindici testimoni hanno aperto alle telecamere e ai microfoni le porte delle loro case, consentendo di riprendere i racconti delle loro vicende, connesse a quella di Anne Frank, che è emblematica dello sterminio di un popolo. Per ricostruire i luoghi che la Storia non ha conservato, “In viaggio con Anne Frank” ha fatto uso del computer e della "Virtual History". Da molti anni Roberto Malini e Dario Picciau sono impegnati nello studio della Shoah e nella divulgazione dei valori educativi e sociali della memoria. Malini, cheè anche autore della sceneggiatura, ha scritto articoli e saggi* e organizzato mostre dedicate all’Olocausto, con il patrocinio dei più importanti Istituti. Dario Picciau ha già diretto film sulla Shoah: "Binario 21", "Grune Rose" e il making-off di "Dear Anne", presentato alla Festa del Cinema di Roma.
Scheda:
Titolo originale: In viaggio con Anne Fran
Produzione: Mediaset, Zdf
Realizzazione: Visions
Durata: 50'
Regia: Roberto Malini e Dario Picciau
Sceneggiatura: Roberto Malini
Progetto 3D: Dario Picciau
Musica: Paolo Buconi, Yuri Sherling
Con l’aiuto di
- Yad Vashem, Ente Nazionale per la Memoria della Shoah, Gerusalemme
- Pitifest (Direzione artistica: Michela Scomazzon Galdi)
Responsabile artisti 3D: Fox Wisoscki
Motion capture: CMU Graphics Lab Motion Capture
Direzione del doppiaggio e narratore storico: Dario Penne
Sound Engeneering: Diego Stocco
Con il contributo dei Testimoni della Shoah: Elisheva Zimet, Halina Birenbaum, Leah Gitter, Simon Gitter, Alice Offenbacher, Walter Gutmann, Ruth Bondy, Jacques Stroumsa, Tamara Deuel, Lily Ofek, Simha Appelboim, Mirjam Pinkhof, Aharon Ohnhaus, Manzi Franz, Hanneli Pick-Goslar
Nelle foto, Anne Frank, Hanneli Pick Goslar e Mirhjam Pinkhof
di Matteo Pegoraro
Il film, co-prodotto da Visions Milano e Arcigay Firenze “Il Giglio Rosa”, in prima internazionale nel capoluogo toscano il 27 gennaio, in occasione della Giornata Mondiale della Memoria. Un evento senza precedenti: un omaggio straordinario a Richard Grüne, artista e testimone dello sterminio degli omosessuali sotto il nazismo.
"In una legnaia persa nel nulla l’odio consumò la più atroce vendetta contro l'amore. Nell’era più oscura e crudele della storia umana, uomini dalle mani di fuoco marchiarono i cuori d’altri uomini con segni di condanna. E l’amore – quando i sicari più spietati conobbero il suo nome – fu braccato, combattuto, privato del suo diritto alla diversità, tormentato e, infine, assassinato. Ma dalle ceneri della follia, ecco il suo spettro e il suo seme (fantasmi e speranze ritornano sempre), rosa come l'inizio del mattino, verdi come germogli. Grüne Rose – regia di Dario Picciau, soggetto e sceneggiatura di Roberto Malini, interpretato da Libero Stelluti, Angelo Cirfiera, Massimo Muntoni, Enzo Maria Cilento, Emanuele Cirfiera, Paolo Riva, Francesco Caci e Giovanni Cirfiera – è il cortometraggio che celebra un mondo tragico, una cultura e una gente distrutte. Il film è co-prodotto da Arcigay Firenze e Visions". (Dalla presentazione del film).
Visions Milano e Arcigay Firenze firmano così una produzione che certamente entrerà nella storia dei corti italiani, e che commoverà il pubblico per la crudezza della realtà con la quale viene raccontato, sotto la chiave di una minoranza perseguitata, il più grande dei genocidi compiuti al mondo. Gli omosessuali sono stati infatti il terzo gruppo, dopo ebrei e zingari, a essere perseguitati, internati e sterminati nei lager nazisti. A causa del Paragraph 175, che condannava l’omosessualità come aberrante nonché minacciosa per la società, sono stati circa centomila gli omosessuali arrestati tra il 1933 e il 1945. Tra questi – secondo i dati forniti da Arcigay – circa quindicimila vennero internati nei campi di concentramento; da documenti ufficiali del regime hitleriano è risultato che solo quattromila furono i sopravvissuti. Numerosi sopravvissuti furono nuovamente incarcerati, ancora in base al Paragrafo 175 del codice penale tedesco, che rimase in vigore fino al 1969. Il tedesco Richard Grüne fu uno di loro. Nel 1933, quando il partito nazionalsocialista prese il potere, si trasferì, dalla città natale Flensburg, a Berlino, accorgendosi ben presto delle misure repressive attuate dal regime contro la sua categoria. I locali per omosessuali vennero chiusi e nei luoghi in cui si incontravano vennero effettuate vere e proprie retate. L’artista è arrestato nel dicembre 1934 insieme ad altri 70 omosessuali, in seguito a delazione. Interrogato duramente, riconosce la propria omosessualità e trascorre cinque mesi in detenzione, quindi torna a casa, sul confine fra Germania e Danimarca. Nel settembre del 1936 è condannato ad altri dieci mesi di custodia cautelare. La Gestapo, tuttavia, prolunga la detenzione e nell’ottobre del 1937 lo deporta presso il campo di concentramento di Sachsenhausen, dove resta fino all’inizio di aprile 1940, quando è trasferito a Flossenbürg. Cinque anni dopo, quando le forze di liberazione americane raggiungono il lager in cui è detenuto, Grüne fugge e raggiunge sua sorella a Kiel. Dal 1934 al 1945 l’artista ha subìto umiliazioni e vessazioni inumane, soprattutto a partire dal 1940, quando Himmler promosse una repressione violenta contro gli omosessuali nei lager, comprendente cure sperimentali farmacologiche, esperimenti chirurgici, tortura e castrazione. Nel 1947 L’artista cerca di portare all’attenzione del mondo la tragedia della deportazione degli omosessuali, pubblicando un portfolio di sue litografie in edizione limitata: Passion de XX Jahrhunderst, Passione del XX secolo. Dopo la fuga, trascorre molti anni in Spagna, per tornare in seguito a Kiel, dove muore nel 1983.
Grüne Rose, realizzato dagli stessi regista e sceneggiatore della nota cineistallazione “Binario 21” – che raccontava la deportazione di Liliana Segre –, nonché del kolossal in digital reality “Dear Anne. The gift of hope” – la storia di Anne Frank in 3D che gli artisti della 263 Films stanno mettendo a punto –, vuole essere un omaggio alla memoria, alla forza e al coraggio di Richard Grüne: il coraggio di raccontare ciò che per troppo tempo era stato taciuto.
Il 26 gennaio, in via del Leone 60 a Firenze – sede del Comitato Provinciale Fiorentino Arcigay –, si svolgerà il vernissage della mostra fotografica Grüne Rose – Sul set del film, di Steed Gamero e Roberto Malini (già autori della mostra Eldorado Nuova Apertura – Un simbolo di libertà contro il pregiudizio, esposta a Firenze in occasione della Giornata Mondiale Contro l’Omofobia 2006), alla presenza degli autori, del regista Dario Picciau e dell’attore-protagonista Libero Stelluti, che illustreranno al pubblico e alla Stampa le fasi di realizzazione del cortometraggio e svilupperanno una riflessione artistica e storico-culturale sull’Omocausto (Olocausto degli omosessuali).
Sabato 27 gennaio, a partire dalle 20,45, presso l’Altana (ex convento delle Leopoldine) di Piazza Tasso, n°1, Firenze, si svolgerà invece la prima internazionale del film, alla presenza, oltre che del cast, di rappresentanze istituzionali e della comunità GLBT.
Grüne Rose ha già suscitato interesse tra comunità GLBT internazionale: in particolare lo studioso Gerard Koskovich, conosciuto e rispettato in tutto il mondo per le sue ricerche sulla storia omosessuale e in particolar modo sulla persecuzione attuata dai nazisti contro i “triangoli rosa”, si è complimentato vivamente con i produttori per la realizzazione del cortometraggio. Il Mémorial de la Déportation Homosexuelle di Parigi e la GLBT Historical Society di San Francisco hanno inoltre concesso il loro alto patrocinio per l’iniziativa.
Francesco Piomboni e Matteo Pegoraro – Presidente e Segretario de “Il Giglio Rosa” – si dicono estremamente soddisfatti del lavoro svolto da Picciau, Malini e Gamero: “Sono artisti eccezionali con cui abbiamo il piacere di collaborare da tempo, e che ancora una volta ci hanno sorpreso. Lavorano per la salvaguardia dei diritti umani e civili, e questa ne è un’ulteriore, validissima dimostrazione”.
Per ulteriori informazioni:
Tel: 340 8135204 – cultura@arcigayfirenze.it.
Profili degli artisti
Dario Picciau è nato a Milano nel 1975. Si è avvicinato in giovanissima età alla pittura, all’illustrazione e alla grafica, partecipando a mostre e realizzando immagini pubblicitarie. Nel 1992 ha esposto a Milano una serie di dipinti a olio: immagini mitologiche approdate, dopo una lunga deriva nella Storia, fino all’Età dell’Accesso. Nella sua arte sono frequenti le citazioni cinematografiche: il cinema è la grande passione del giovane artista. Contemporaneamente si è dedicato a progetti innovativi di espressione multimediale e computer art. Ha seguito i corsi di regia cinematografica presso la Scuola Europea di Cinema e Teatro. Nel contempo ha esposto dipinti e pitture digitali a Roma (Palazzo delle Esposizioni) e Milano (Palazzina Liberty): mostre e performance contro i pregiudizi, la guerra, la catastrofe ecologica. Dal 1997 al 1999 ha sperimentato le potenzialità delle nuove tecnologie digitali per società votate all’innovazione come Virgin, 3Com, Ogilvy Interactive, Rizzoli New Media, Telecom, IBM. Successivamente ha curato l’immagine della prima televisione interattiva digitale: 102.5 Hit Channel. Fra il 2002 e il 2003 ha diretto L’uovo, il primo lungometraggio di animazione tridimensionale italiano. L’opera ha suscitato un dibattito internazionale sul valore estremo della vita. La critica l’ha esaltata; Gianluigi Rondi, presidente del premio Davide di Donatello, ne ha scritto in termini entusiastici. L’uovo si è aggiudicato il Platinum Grand Prize al Future Film Festival di Bologna ed è stato selezionato ufficialmente al Festival di Annecy. Nel 2004 Dario Picciau ha collaborato con il musicista americano Lou Reed; insieme hanno creato la video-esperienza The Raven, dedicata a Edgar Alan Poe. Nel 2003 ha iniziato a dirigere il lungometraggio di animazione 3D Dear Anne, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia e alla Festa del Cinema di Roma. Contemporaneamente ha realizzato, ancora con Roberto Malini, Binario 21, cineistallazione dedicata alla Shoah in Italia, il corto Quando Bartolomeo sorride e il film documento per la tv In viaggio con Anne Frank.
Roberto Malini è nato a Milano nel 1959. E’ entrato in contatto con il movimento GLBT nel 1975. Negli anni 1980 ha fondato e diretto un gruppo di poeti e artisti gay (cui hanno partecipato, fra gli altri, Dario Bellezza, Paola Astuni e Christopher White), che ha dato vita a reading e performance in Italia e all’estero. Scrittore e artista, ha tenuto mostre di pittura, grafica e fotografia in Italia e all’estero. Ha scritto testi per il cinema e il teatro, fra i quali le sceneggiature dei film L’uovo (premiato nei principali festival internazionali), Binario 21, Dear Anne (patrocinato dal governo italiano, dal museo Yad Vashem e dalla Task Force for International Cooperation on Holocaust Education, Remembrance and Research) e la performance teatrale Anne in The Sky. E’ autore di saggi storici e opere letterarie: Il maestro delle danze divine (Milano, 1994), Pan, dio della selva (Milano, 1998), Anne Frank, simbolo universale della Shoah (Milano 2005), Le 100 Anne Frank (Milano, 2006). Il recupero della verità storica di eccidi e guerre, i diritti umani e la difesa della vita sono al centro del suo lavoro. E’ fondatore dell’associazione Watching The Sky, che si occupa di promuovere arte e cultura come strumenti di progresso sociale e di recuperare e diffondere le opere degli artisti dell’Olocausto. Nel 2006 Roberto Malini e Steed Gamero hanno tenuto a Firenze la mostra fotografica Eldorado Nuova Apertura, dedicata all’olocausto dei triangoli rosa e organizzata dall’Arcigay Firenze. La mostra si è poi trasferita a San Francisco, sospinta dall’entusiasmo dello storico Gerard Koskovich, presso la GLBT Historical Society. Siti internet: www.annesdoor.com - www.visions.it
Steed Gamero è nato a Lima (Perù) nel 1988. Talento precoce, esprime la sua creatività attraverso pittura, fumetto, installazione artistica e soprattutto fotografia. Ha esposto le sue opere in mostre personali e collettive, ottenendo prestigiosi riconoscimenti. Nel 2006 ha tenuto - insieme a Roberto Malini - la mostra fotografica Eldorado Nuova Apertura in diverse sedi, da Firenze a San Francisco. Dal mese di giugno 2007 la mostra, che celebra le vittime e i testimoni della persecuzione attuata dai nazisti contro gli omosessuali, sarà ospitata dal GLBT Historical Society Museum. Nell’ottobre 2006 Steed Gamero ha esposto a Pitigliano, nell’àmbito del IX Festival del Cinema e della Cultura Ebraici, la serie Capelli d’oro e di cenere: ritratti fotografici – realizzati ancora con Roberto Malini – di testimoni della Shoah. Si è perfezionato nelle tecniche di fotografia digitale ed elaborazione fotografica presso la factory cinematografica multimediale 263 Films di Milano Due, a contatto con artisti del calibro di Dario Picciau, Tim Bradstreet, Grant Goleash, Ashley Wood, Jon Foster, Josep Tomas, Carles Piles, Piotr Wisoscky. Nel 2005 si è diplomato sceneggiatore alla Scuola del Fumetto di Milano. Lo stesso anno ha realizzato insieme a Jon Foster, Dario Picciau e Roberto Malini la novella a fumetti Sulphur & Dana, un allegoria dell’amore come ultimo baluardo contro la discriminazione e i pregiudizi razziali. Il suo lavoro è caratterizzato dall’impegno contro discriminazioni e violenze. Siti internet: www.annesdoor.com - www.visions.it
Matteo Pegoraro
Segreteria, Ufficio Stampa e Cerimoniale Relazioni con l’Esterno Arcigay Firenze
Tel: 340 8135204 – ufficiostampa@arcigayfirenze.it
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Il mondo di Annah"Anne in the sky", opera in teatro danza di Roberto Malini e Angelica Calò fa scuola. Ecco, sull'onda della popolarità raggiunta dalla pièce interpretata dai ragazzi israeliani - musulmani, cristiani ed ebrei - del Teatro dell'Arcobaleno, "Il mondo di Annah": un cast di 20 ragazzi con età compresa tra i 6 e i 15 anni dà vita al nuovo musical. L’anteprima assoluta dello spettacolo sarà messa in scena l'11 dicembre al Teatro Carcano di Milano, in occasione di una serata benefica a favore del Reparto di Neurologia Infantile dell’Istituto Besta di Milano, diretto dalla dott.ssa Lucia Angelici.
Si tratta di un musical realizzato esclusivamente da bambini e adolescenti, senza la presenza sul palcoscenico di alcun adulto: come "Anne in the sky". I giovani artisti, selezionati con attenzione dalla produzione, sono tutti alla loro prima esperienza teatrale dopo aver frequentato un anno di corsi di preparazione nelle tre discipline del musical: danza, canto e recitazione.
Il Mondo di Annah è un musical totalmente inedito. Soggetto, sceneggiatura, musica e testi sono stati realizzati appositamente per questo progetto seguendo un percorso metodologico e didattico messo a punto da Veruska Mandelli e dal proprio staff.
Il musical, volontariamente sviluppato con un budget contenuto per dare rilievo al lavoro creativo del cast, piuttosto che ad altri elementi tipici di questo genere di spettacoli, è stato pensato per coinvolgere un pubblico eterogeneo e senza età. Questa favola moderna, parla sia ai piccoli spettatori che agli adulti, sottolineando i valori universali dell’amicizia e dell’amore.
La storia riguarda Annah, una bimba che giunge in Italia dopo essere fuggita da un paese in guerra. Gli orrori vissuti le hanno fatto perdere l’uso della parola. La piccola viene accolta da una famiglia in cui c’è Sara, una ragazzina che studia canto in una scuola di musica. Dopo aver scoperto che Annah balla in modo eccezionale esprimendo il suo mondo con la danza, Sara la invita a far parte della scuola. Tutti gli allievi accolgono la nuova arrivata, ad eccezione di Lavinia che cercherà con cattiveria di ostacolare la giovane straniera. La scuola viene invitata a partecipare alle selezioni di un musical ma l’invidia di Lavinia nei confronti di Annah creerà non poco scompiglio. Il gruppo si ribellerà contro l’ostile nemica fino a quando Lavinia capirà di aver sbagliato e chiederà perdono.
Il progetto è stato ideato e sviluppato da Veruska Mandelli,pianista diplomata al Conservatorio di Milano e da tempo impegnata nella didattica musicale per bambini, che ha curato anche l’organizzazione generale e la composizione dei contenuti musicali. A coadiuvarla nella realizzazione dei brani inediti del musical è stato Valeriano Chiaravalle, musicista, compositore e arrangiatore, da anni uno dei principali collaboratori di Mediaset, Rai e numerosi emittenti radio nazionali. La sceneggiatura del “Il Mondo di Annah”, è stata realizzata da Mark Perna, giornalista e autore di sceneggiature per tv e teatro, che si occuperà anche della regia insieme a Veruska Mandelli. Le coreografie sono invece state curate da Elena Maltese, ballerina professionista con anni di esperienza didattica alle spalle. La preparazione canora è infine stata curata dalla cantante Chiara Boccalini.
L’anteprima del musical è stata appositamente programmata per una serata di solidarietà a favore del Reparto di Neurologia Infantile dell’Istituto Besta di Milano, diretto dalla dott.ssa Lucia Angelici. L’Istituto Nazionale Neurologico “Carlo Besta” è un centro leader nelle neuroscienze, riconosciuto a livello internazionale, e fa parte della rete H.P.H. (Health Promoting Hospital), un progetto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità finalizzato alla promozione della salute. Le aree di specialità dell’Istituto includono: i disturbi neurologici dell’adulto e del bambino, le patologie chirurgiche ed oncologiche, le malattie croniche e rare.
I biglietti: costano 30 euro (15 i ridotti e la galleria)
Teatro Carcano di Milano
11 dicembre
Momenti di Memoria al Pitifest 2006La nona edizione del Pitifest si è svolta nella cornice degli eventi speciali: giornate splendide - con il cielo limpido e l'aria tiepida - pubblico numeroso ed entusiasta, incontri indimenticabili. La serata di inaugurazione al Teatro Salvini di Pitigliano, il 28 ottobre, è stata l'occasione per conversare con il pubblico e la stampa riguardo all'importanza della tradizione ebraica nella cultura italiana ed europea e della necessità di coltivare, a beneficio delle nuove generazioni, la memoria della Shoah. Il tema dell'edizione 2006 era "La donna ebrea fra modernità e tradizione"; ne hanno parlato la giornalista ed esperta di cinema Michela Scomazzon Galdi, la signora Elena Servi, instancabile presidente dell'associazione locale "La piccola Gerusalemme", la senatrice Vittoria Franco, presidente della Commissione cultura al Senato e diverse autorità. Ho avuto l'onore del discorso di chiusura, che ho incentrato su due figure di donne dell'Olocausto: Mirjam Pinkhof e Hanneli Pick-Goslar; quest'ultima, amica di infanzia di Anne Frank, a propria volta sopravvissuta a Bergen-Belsen. Poi, dopo aver sintetizzato per un pubblico attento e coinvolto le vicende e la missione educativa di Hanneli e Mirjam, ho dedicato un pensiero all'autrice del "Diario". Steed Gamero e io avremmo tanto desiderato incontrare e fotografare anche lei, se avesse superato la Shoah. Perché Anne... era Anne: una ragazza unica, come la sorella Margot, con una forza d'animo senza pari. Mentre quasi tutti, nei lager, pensavano ogni giorno solo a sopravvivere ancora un po', le due sorelle Frank si privavano delle ultime briciole di cibo - così vitali per loro - e ne facevano dono ai bambini che versavano in condizioni peggiori delle loro. "E questo è molto ebraico, molto umano, molto bello". Il vernissage della mostra "Capelli d'oro e di cenere" ha regalato a me, a Steed e a Michela una soddisfazione particolare. Decine e decine di visitatori percorrevano a lenti passi l'itinerario della mostra, fermandosi davanti a ognuna delle 24 immagini, stazioni della memoria della Shoah. E ci chiedevano la storia di ognuna delle donne ritratte e ci ringraziavano della bellezza del dono che era per loro vedere quei visi, ascoltare quelle vicende di dolore, coraggio ed esempio. Davvero una grande mostra, in una grande serata che abbiamo concluso con una cena kasher nel profondo di una cantina di tufo. Il giorno successivo abbiamo incontrato e fotografato Edith Bruck, sopravvissuta ad Auschwitz, importante scrittrice (fra le sue opere, "Signora Auschwitz" e "Lettere da Francoforte"), poetessa e regista cinematografica, traduttrice di poeti ungheresi ed esteta della fotografia. I maestri della fotografia, a partire da Henri Cartier-Bresson, Edith li ha conosciuti tutti. Ecco perché il suo giudizio delle nostre opere - "Sono foto meravigliose. Una serie di cui desidero assolutamente far parte" - ci ha riempiti di orgoglio. Roberto Malini
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Roma, 19 ottobre 2006. Dear Anne, il lungometraggio di animazione tridimensionale - prodotto dalla 263 Films di Milano - che racconta attraverso una parabola moderna la vita di Anne Frank e la tragedia dell'Olocausto è stato presentato alla prima edizione della Festa del Cinema di Roma, presso l'Auditorium del Parco della Musica, nella sala del Teatro Studio. Sullo schermo è stato proiettato per la prima volta il nuovo video, che mostra gli artisti al lavoro nella Factory della 263 Films e poi presso i Raptor Studios di Busto Arsizio e nello studio Italia Film di Roma, per le sedute di motion capture, cui partecipavano attori italiani e stranieri dalle straordinarie doti gestuali ed espressive. Il pubblico ha seguito conattenzione,meravigliaecommozione il video "Discovering a Lost World.The creationof Dear Anne", in cui si succedevano le interviste agli artisti della 263 Films: Diego Stocco, Luisa Michelotti, Greg Snegoff, Joshua Telecki e altri. Dario Picciau, l'autore Roberto Malini, il produttore Andrea Jarach hanno illustrato le basi etiche del progetto e le sue caratteristiche di innovazione tecnologica. Innovazione coniugata all'arte, come ha notato
il pubblico ammirando l'immensa panoramica di Amsterdam durante la Seconda guerra mondiale, con il campanile di Westertoren e il Canale dei Principi. Con grande commozione, il filmato ha permesso di visitare - per la prima volta, in punta di piedi - l'interno dell'Alloggio Segreto, fino a vedere Anne Frank seduta allo scrittoio e intenta a scrivere una pagina del suo Diario. E poi, la giovane scrittrice a colloquio con il papà Otto, la persona in cui riponeva un'ammirazione, una fiducia e un amore senza confini. Mirjam Pinkhof - che salvò in Olanda settanta bambini ebrei e sopravvisse a Bergen-Belsen - e Hanneli Pick-Goslar - amica di AnneFrank, anche lei sopravvissuta a Bergen-Belsen - due straordinarie testimoni della Shoah che sostengono il progetto DearAnne, hanno rivolto al pubblico messaggi toccanti. Ecco quello di Hanneli, che conclude il filmato: "Assisterete a un film che mostra la vita come dovrebbe essere, se desideriamo vivere tutti insieme, in pace. Perché Anne amava la vita e voleva vivere. Voleva scrivere al mondo, perché il mondo diventasse migliore. Se le persone non coltivassero il razzismo, gli egoismi e i cattivi pensieri, la vita potrebbe essere così bella! Guardate me: ho due meravigliosi nipoti e la possibilità di essere una nonna altrettanto meravigliosa! Ma Anne non ha potuto vivere tutto questo, perché era una ragazza ebrea e quello che le è accaduto non dovrebbe toccare a nessuno, nella vita. Grazie".
Nelle foto alcune immagini dall'incontro con il pubblico successivo alla proiezione, in cui si vedono il regista, l'autore e alcuni artisti della 263 Films.
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Gala e foto d'autore per la GLBT Historical Society di San FranciscoLa GLBT Historical Society di San Francisco (USA), una delle più importanti istituzioni che si occupano di cultura e storia gay, ha vissuto una giornata importante, il 26 settembre 2006, accogliendo giornalisti, personalità politiche (fra cui due consiglieri della giunta comunale), celebrità attive nel campo della difesa dei diritti umani. Nell'occasione è stata tenuta una mostra di opere d'arte, fotografiestoriche e d'autore con vendita finalizzata a una raccolta fondi. I 400 visitatori hanno risposto all'appello e la vendita all'asta ha fruttato 30.000 dollari che si tradurranno in progetti di cultura ed educazione. Con un pizzico di orgoglio, scrivo che la serie completa di fotografie "Eldorado Nuova Apertura" - firmate da me e dall'astro nascente della fotografia d'arte Steed Gamero - è stata acquistata a un prezzo "importante": il nostro contributo agli amici della GLBT Historical Society. Lo storico Gerard Koskovich, uno dei promotori di questa e di molte altre iniziative, ha definito l'evento come "uno straordinario successo". Fra gli ospiti accorsi al gala, va segnalata Billie Jean King, leggenda del tennis e del femminismo made in USA. Roberto Malini.
Nelle foto, Billie Jean King (premiata con una targa), Gerard Koskovich e i ritratti di Paul O'Montis ed Eva Robin's (foto Malini/Gamero)


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IX Edizione PitiFest 2006 - Festival di Cinema e Cultura Ebraica. 28 e 29 Ottobre 2006, Pitigliano (GR)
Due giorni di cinema e cultura ebraica a Pitigliano tra film, documentari, mostre d’arte, visite guidate ai luoghi ebraici, degustazioni di dolci ebraici e vini kasher. Nella sezione “Per non dimenticare”, dedicata alla memoria della Shoah, sarà presentata in anteprima nazionale la mostra fotografica “Capelli d’oro e di cenere. Donne nella Shoah” degli artisti Roberto Malini e Steed Gamero. Inaugurerà la mostra l’ospite d’onore del Festival, la testimone dell'Olocausto e scrittrice Edith Bruck.
Si svolgerà dal 28 al 29 Ottobre 2006 a Pitigliano (GR) la Nona Edizione del “PitiFest” - Festivaldi Cinema e Cultura Ebraica, nato nel 1997 da un’idea di Michela Scomazzon Galdi, che ne è il Direttore Artistico, ed organizzato dall’Associazione “Pitigliano Film Festival” di Roma – dal2003 in collaborazione con l’Associazione “la piccola Gerusalemme” di Pitigliano. La manifestazione, unica nel suo genere in Italia, e diventata ormai un’importante vetrina anche internazionale per il cinema e la cultura ebraica, ha ricevuto anche quest’anno importanti patrocini tra i quali: l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, l’UNESCO – Commissione Nazionale Italiana, l’ADEI WIZO (Associazione Donne Ebree Italiane), la Regione Toscana, la Provincia di Grosseto, le Comunità Ebraiche di Roma e Livorno. Tra i suoi sponsor, la Provincia di Grosseto, il Comune di Pitigliano, la Comunità Montana Colline del Fiora, la Banca di Credito Cooperativo di Pitigliano, la Coop – Unione Amiatina. Come per ogni edizione, anche il programma 2006 avrà un filo rosso, che quest’anno sarà declinato tutto al femminile: ”La donna ebrea tra modernità e tradizione”. Ospite d’onore del Festival sarà EDITH BRUCK scrittrice, sceneggiatrice e regista, ebrea ungherese sopravvissuta ad Auschwitz. Ricca l’offerta cinematografica, all’interno della quale segnaliamo l’anteprima nazionale del documentario “Il cibo dell’anima. Storie Ebraiche” (2006) di Piero Cannizzaro. La storia ruota intorno a Donatella Limentani, un’ebrea romana che ha dedicato la propria vita a raccogliere le ricette di cucina della tradizione ebraica. Girato nel ghetto di Roma, il documentario attraverso testimonianze di ebrei che seguono i precetti della kashruth, ci dà uno spaccato di questa antichissima religione. Dopo la proiezione, interverranno il regista e la signora Donatella Limentani, ospiti del Festival. Tra i film in programma, grazie alla collaborazione dell’Ambasciata di Francia in Italia, anche il film “La petite Jerusalem” della regista franco-algerina Karin Albou. Il film, presentato nel 2005 al Festival di Cannes nella sezione “Semaine de la Critique”, racconta la storia di una famiglia ebrea che vive nel quartiere di Parigi chiamato “la petite Jerusalem”, proprio come viene chiamata anche Pitigliano.
Sarà riproposto anche un classico: “Come eravamo” (The way we were, 1973) di Sidney Lumetcon Barbra Streisand e Robert Redford. Una bella e tormentata storia d’amore - sullo sfondo di importanti fatti storici per gli USA - tra un bellissimo esponente della upper class bianca e protestante americana (interpretato da Robert Redford), ed una ragazza ebrea (Barbra Streisand) appartenente alla Lega dei Giovani Comunisti. Lui conservatore, lei progressista: apparentemente distanti ma attratti l’uno dall’altra. Molte le iniziative a corollario della sezione cinematografica: nella sezione “Per non dimenticare”, dedicata alla memoria della Shoah, sarà presentata in anteprima nazionale la mostra fotografica “Capelli d’oro e di cenere. Donne nella Shoah” degli artisti Roberto Malini e Steed Gamero. Inaugurerà la mostra l’ospite d’onore del Festival, la scrittrice EDITH BRUCK, che presenterà, nel pomeriggio di domenica 29, il suo ultimo libro “Lettera da Francoforte”, edito da Mondatori. La mostra, dedicata ad alcune donne sopravvissute alla Shoah, ne ha fissato con l’obiettivo i ricordi, i lineamenti, i segni, le tracce delle vittime e degli eroi. Le immagini colgono volti e oggetti di un mondo la cui ombra infinita del dolore è ancora raggiunta da luci di speranza e rinascita. Il lavoro degli artisti è testimonianza che si fa carico dell’eredità dei martiri per trasmetterne, attraverso l’arte, la memoria. In un Festival dedicato oltre che al cinema, alla cultura ebraica, non poteva mancare la musica. Domenica 29 alle 21.30 ci sarà il concerto dell’Ensemble Lucidarium con, tra gli altri, Enrico Fink, Avery Gosfield, Francis Biggi, ed i ballerini Bruna Gondoni e Marco Bendoni, che presenteranno lo spettacolo “La Istoria de Purim – Musica, poesia e danza degli Ebrei in Italia nel Rinascimento”. Il gruppo, composto dai migliori specialisti di musica antica, ha ottenuto per questo progetto, pubblicato recentemente in CD, il supporto dell’European Association for Jewish Culture. Sarà presente a Pitigliano un’importante radio-TV ebraica olandese, la JoodseOmroep, che filmerà l’intero concerto. Nella sezione enogastronomica sarà presentato il Presidio Slow Food “La cucina dei goymnella città del tufo”. Il Presidio è stato costituito per diffondere e preservare quei prodotti (tra cui lo sfratto ed il bollo) e quelle ricette (pasta con i ceci, tortelli di ricotta di pecora ricoperti di zucchero e cannella ecc.), che un tempo erano kasher, risultato di un antico incontro tra la gastronomia ebraica e quella maremmana. Interverranno Giovanna Pizzinelli, responsabile del Presidio, edElena Servi, presidente dell’associazione “la piccola Gerusalemme” di Pitigliano. Seguiranno degustazioni di due dolci ebraici tipici di Pitigliano, lo sfratto ed il bollo, accompagnati dai vinikasher “Vigne di Terracina”, offerti da Le Bon Ton Catering di Roma . Il Presidio organizzerà anche un Laboratorio del Gusto (a numero chiuso, su prenotazione. Perinfo 329 - 4284180), per insegnare come si prepara il dolce tipico ebraico pitiglianese: lo Sfratto. Si segnala che domenica 29 è possibile visitare la Sinagoga ed il Museo Ebraico, nonché gli antichi locali sottostanti dove si svolgevano molte attività degli Ebrei: la tintura delle stoffe, la macellazione degli animali, il mikvè (bagno rituale), la produzione di vino kasher (per info: ElenaServi 339 – 70 130 20). Al pubblico del Festival non resta quindi che l’imbarazzo della scelta... Per il programma definitivo: www.pitifest.itUFFICIO STAMPA: Orietta Mizzoni349 – 070 65 47 orietta.mizzoni@libero.it ORGANIZZAZIONE FESTIVAL:Associazione Pitigliano Film Festival, Roma email: staff@pitifest.it; www.pitifest.it339 – 710 38 37
Nelle foto, due ritratti della serie "Capelli d'oro e di cenere": Mirjam Pinkhof e Antonia Bezzecchi.
SCARICA IL PROGRAMMA DEL PITIFEST 2006
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Premio Cartagine ad Angelica e Yehuda Calò Livné
Il 26 agosto 2006 l'Accademia Internazionale Cartagine ha consegnato - dopo la valutazione del senato accademico - il Premio Internazionale Cartagine 2006 ad Angelica e Yehuda Calò Livné. Il riconoscimento è stato attribuito alla drammaturga israeliana a suo marito per i loro meriti professionali in qualità di “Educatori alla Pace attraverso le Arti, avendo ideato, fondato e - attualmente - dirigendo la Fondazione Beresheet Lashalom che opera nel nord della Galilea al confine con il Libano, attraverso la realizzazione di iniziative e progetti multiculturali rivolti ai bambini". La cerimonia di conferimento si è tenuta a Trani. Il Premio Internazionale Cartagine, rappresenta un prestigioso riconoscimento destinato a coloro che hanno contribuito, in Italia ed all’Estero, allo sviluppo ed alla diffusione della cultura e del sapere nei diversi settori, nell’interesse supremo dell’elevazione e della promozione del progresso dei popoli, della ricerca della verità, della libertà, della giustizia e della pace e, quindi, della fratellanza universale. È un momento importante per Angelica e la sua compagnia teatrale; intorno a lei, ai suoi collaboratori e ai Ragazzi dell'Arcobaleno cresce il consenso di un mondo che crede nel dialogo e nell'arte come strumenti di pace. Noi di Visions e Watching The Sky, sempre vicini al progetto di Angelica (abbiamo avuto l'onore di girare, recentemente, una versione speciale del dramma in teatro-danza "Anne in the sky" - nella foto, una scena da una rappresentazione in Israele - nel parco del museo memoriale Yad Vashem di Gerusalemme) ci uniamo al grande applauso e al caloroso abbraccio che circonda Beresheet Lashalom: Angelica, Yehuda, ragazzi, siete stra-or-di-na-ri! R.M.
Presente anche la scrittrice Barbara Alberti
di Matteo Pegoraro
matteopegoraro@emergentesgomita.com
L'evento, organizzato dall'Associazione Culturale Laboratorio Amaltea in collaborazione con Arcigay Firenze "Il Giglio Rosa" onlus , verrà ospitato giovedì 13 giugno 2006 all'interno della rassegna di danza Looking For Visions 2006 , curata da Versiliadanza, e nel cartellone del Comune di Fienze Firenzestate 2006 "Lo sguardo dell'innocenza". Presenzierà straordinariamente all'iniziativa la scrittrice Barbara Alberti, che con l'editore Playground parlerà al pubblico della sua ultima pubblicazione: Il principe volante , cui lo spettacolo si è ispirato.
Giovedì 13 giugno 2006, nella suggestiva cornice fiorentina del teatro della Limonaia di Villa Strozzi - Via Pisana 77 - si svolgerà, a partire dalle ore 21,00, lo spettacolo di teatro danza X & Antoine , prodotto dall' Associazione Culturale Laboratorio Amaltea con la regia e il coordinamento coreografico di Genni Cortigiani , insegnante di danza classica e contemporanea dal 1977 e attualmente Presidente dell'Associazione Culturale LABORATORIO AMALTEA e direttore artistico del Centro Danza Chianti .
Ispirata a Il principe volante di Barbara Alberti - pubblicazione edita dal coraggioso Andrea Bergamini di Playground Libri di Roma - la produzione nasce dal lavoro di due danzatori/coreografi provenienti da discipline diverse ( Hip Hop e contemporaneo): Valerio Bellini e Massimo Pierini . Il primo, danzatore e insegnante di Hip Hop , diplomato CRUISIN dopo anni di studio con Marisa Ragazzo e Omid Ighani, vanta diversi premi e riconoscimenti (nel 2000 campione nazionale di Hip Hop categoria esordienti FIDS). Il secondo, insegnante di body-work , nato dagli studi e pratiche di contact improvisation e Butoh, attualmente dirige la Scuola di danza NU a Pontedera (Pi) ed è il curatore per la compagnia Effetto Parallelo del Festival di danza Contemporanea "Link Danza", nella città di Pisa. Insieme, questi giovanissimi e promettenti artisti, danno vita a un percorso, un'esperienza sul contact e tecniche improvvisative e performative. Un insieme di emozioni, che diviene un incontro di stili per parlare d'amore.
Alle ore 19,30 Arcigay Firenze "Il Giglio Rosa" , partner dell'evento, presenterà al pubblico Genni Cortigiani, che, insieme alla scrittrice Barbara Alberti e all'editore Andrea Bergamini , presenterà la performance.
Con immaginazione e affetto Barbara Alberti illustrerà il libro Il principe volante , dove racconta e manipola la vita di Antoine de Saint-Exupery, il celebrato autore de Il piccolo principe , l'eterno bambino che smaniava di volare. Ne narra l'infanzia di giochi e sogni, la maturità divisa fra il cielo e la scrittura, e soprattutto l'amore segreto per un compagno di collegio chiamato pudicamente X. Il tutto tracciando un'incantevole metafora dell'amore fra uomini. Con altrettanta suggestione, lo spazio scenico di X & Antoine viene vissuto come un contenitore di situazioni ed emozioni che i due danzatori/interpreti faranno vivere nel corso della serata attraverso i loro stili individuali, cercando un linguaggio comune. Il tema della fanciullezza: con i suoi giochi, i suoi dubbi e le sue paure. Il distacco inevitabile che porta a una vita adulta pesante e difficile in cui non ci si riconosce . Il ritrovarsi capendo e accettando che si è quello che si è sempre stati.
Due appuntamenti da non perdere, dunque, per incontrare da vicino chi ha lavorato e collaborato al progetto di questo piccolo grande viaggio poetico che si prefigge di essere uno degli eventi più gradevoli e interessanti dell'estate fiorentina 2006.
Pitifest: chi ama la cultura ebraica può essere parte di un grande progetto L'Associazione culturale no profit "Pitigliano Film Festival" è stata costituita nel 1997 per organizzare annualmente a Pitigliano (GR) il PitiFest - Festival di Cinema e Cultura Ebraica , la cui nona edizione si terrà dal 29 Ottobre al 1° Novembre 2006.
Il Festival, in particolare attraverso il linguaggio del cinema, intende dare il proprio contributo al dialogo interculturale.
La cittadina di Pitigliano è stata scelta come sede della manifestazione in considerazione della sua importante tradizione ebraica, che le ha fatto guadagnare il soprannome di "piccola Gerusalemme".
Chi si iscriverà all'associazione, unendosi ai molti amici del festival, diventerà parte di un progetto di notevole valore per la diffusione del cinema e della cultura che nascono dall'ebraismo e dalla memoria della Shoah. L'iscrizione ha durata annuale e aiuterà i promotoria a organizzare meglio la manifestazione che, nonostante sia diventata negli anni un'importante vetrina per il cinema e la cultura ebraica, dispone di un budget ogni anno più ridotto. Sono infatti i Soci Fondatori dell'Associazione che - con i propri soldi - coprono il disavanzo di budget di ogni edizione e permettono al Festival di continuare ad esistere . Michela Scomazzon Galdi, Presidente Associazione Pitigliano Film Festival
Come entrare a far parte del progetto Pitifest
Modalità di iscrizione:
Socio Ordinario: 25 euro
Socio Amico: 50 euro
Socio Sostenitore: 150 euro
Socio Onorario: 500 euro
"Angeli": 1000 euro
IMPORTANTE : specificare sulla causale del bonifico bancario anche nome, cognome, indirizzo (e possibilmente e-mail), CAP, città.
Ecco i riferimenti per effettuare il bonifico:
Conto corrente n° 24221/66 intestato a "Pitigliano Film Festival"
ABI 3069.2 - CAB 05043.5 - CIN W
Banca IntesaBci - Piazza della Radio, 30 - 00146 Roma
Il sito del Festival: www.PitiFest.it
(da settembre notizie sull'edizione 2006)
L'indirizzo dell'Associazione:
Associazione Pitigliano Film Festival
Via Cerreto Guidi 18, 00146 Roma
Email: staff@pitifest.it oppure michela.galdi@tin.it
PitiFest - Festival di Cinema e Cultura Ebraica
Il PitiFest - Festival di cinema e Cultura Ebraica, è stato ideato nel 1997 da Michela Scomazzon Galdi, giornalista ed esperta di cinema e comunicazione, che ne è anche il direttore artistico. È organizzato dall'Associazione Culturale no profit "Pitigliano Film Festival" di Roma, in collaborazione - dal 2003 - con l'Associazione "la piccola Gerusalemme" di Pitigliano.
Il PitiFest è nato per trattare di cinema, ma non solo, con un preciso fine: "essere la chiave per aprire nuove porte, conoscere altre dimensioni e capire". Conoscere più da vicino un popolo, quello ebraico, che ha fatto e continua a fare Storia, ci è sembrata l'occasione migliore per utilizzare la "nostra chiave per comprendere".
In una società sempre più multietnica e multiculturale, il PitiFest intende rappresentare un'occasione di confronto e di dialogo.
Il popolo ebraico e la sua cultura costituiscono un mondo quasi sconosciuto ai più, guardato con la lente deformante del pregiudizio e del sospetto. Popolo Eletto, Popolo del Libro, Popolo della Diaspora, definizioni diverse non sempre usate con simpatia.
Le comunità ebraiche, pur essendo state quasi sempre ostacolate o perseguitate mie luoghi nei quali hanno vissuto, hanno difeso e conservato la propria cultura, la propria fede e tradizioni. Si sono però sempre distinte per la capacità d'integrarsi nel tessuto sociale e culturale che le circondava, offrendo un contributo rilevante di conoscenze e di talento.
Carl Marx, Sigmund Freud, Albert Einstein, Marcel Proust, Marc Chagall, sono sono alcuni dei nomi del passato. Henry Kissinger, Carl Sagan, Rita Levi Montalcini, Isaac Stern, Arthur Miller, Primo Levi, Vittorio Foa, Miriam Mafai, Arrigo Levi, e molti altri ancora, oggi.
E nel mondo dello spettacolo? I registi e gli attori di origine ebraica sono così numerosi che sarebbe arduo citarli, e molteplici sono le pellicole esistenti, di ebrei e sugli ebrei.
Il filosofo Baruch Spinoza, che riguardo alle cose umane soleva dire che " non bisogna né ridere, né piangere, né indignarsi ma capire", ci ha involontariamente suggerito il Pitigliano Film Festival.
La manifestazione è nata per trattare di cinema (e non solo), ma con un preciso fine: essere "la chiave per aprire nuove porte, conoscere altre dimensioni e capire". Quale migliore occasione allora, che utilizzare "la nostra chiave per comprendere" per conoscere più da vicino un Popolo, gli Ebrei, che ha fatto e continua a fare Storia?
La scelta del luogo non è casuale. Pitigliano, cittadina della maremma toscana, meta turistica internazionale, anche di ebrei provenienti da ogni parte del mondo, chiamata " la piccola Gerusalemme " perché sede di una delle più antiche, ed in passato anche numerose, comunità ebraiche italiane, è apparsa da subito la sede naturale del Festival.
AD OGGI NEL "CURRICULUM" DEL PITIFEST SI SEGNALANO:
un Comitato d'Onore costituito da personalità di rilievo;
importanti patrocini;
l'attenzione di personaggi di significativa caratura culturale e/o politica (i cui saluti sono ogni anno presenti nel Catalogo);
per ogni Edizione, un Catalogo che viene distribuito sia in Italia che all'estero a Festival di Cinema italiani ed esteri, Scuole, Istituzioni pubbliche e private ecc.;
un gemellaggio con uno dei più antichi ed autorevoli festival ebraici americani: il Boston Jewish Film Festival (USA);
un gemellaggio con il recente Jewish Eye - Festival Mondiale di Cinema (Israele);
l'inserimento della manifestazione nel Protocollo dell'Accordo Culturale Intergovernativo Italia-Israele , da parte del Ministero degli Affari Esteri israeliano;
collaborazioni con gli Uffici Culturali delle Ambasciate dei più importanti Stati Esteri (Francia, Stati Uniti, Germania, Svizzera, Gran Bretagna ecc.) ai fini di una sempre più fattiva partnership culturale
Foto di Steed Gamero: "Ruth Steindler Pardo", dalla serie Eravamo vive. Donne nella Shoah, in mostra a Pitigliano dal 28 ottobre 2006.
Anne Frank vola in Grecia Anne in the sky , il dramma teatrale in musica interpretato dalla giovanissima compagnia israeliana "Il Teatro dell'Arcobaleno", sarà rappresentato anche in Grecia. Solomon Felous, industriale molto noto nel campo della moda e uomo di pace, ritiene che l'opera, con il suo messaggio di memoria e tolleranza, sia adatta a ricordare l'Olocausto e la sua eredità al popolo greco, la cui comunità ebraica venne falcidiata durante la Shoah . "Sono molto colpito dall'attenzione che lo spettacolo ha ottenuto in Italia," mi ha scritto Felous, "e vorrei far conoscere Anne in the sky al pubblico del mio paese. È una grande missione, quella di diffondere l'eredità spirituale che l'Olocausto ci ha consegnato". Quando lo spettacolo debutterà ad Atene o in un altro centro della Grecia, I Ragazzi dell'Arcobaleno ricorderanno, prima di iniziare lo spettacolo, una "Anne Frank" che visse in Grecia e morì ad Auschwitz
Da Le 100 Anne Frank di Roberto Malini (Milano, Cairo Editore 2006):
Data di nascita: sconosciuta
Luogo di nascita: Rodi
Nata da: Rafael Franko
Stato civile: sconosciuto
Luogo di residenza durante la Seconda guerra mondiale: Rodi
Data di morte: sconosciuta
Luogo di morte: Auschwitz
Testimonianza resa il 19 agosto 1957 da Moshe Vital, conoscente della vittima
L'Olocausto degli ebrei di lingua italiana di Rodi avvenne nel corso del 1944. In seguito all'invasione della Grecia da parte dei tedeschi - dopo che le truppe elleniche erano riuscite a resistere eroicamente all'attacco di quelle italiane, nell'ottobre del 1940 - il paese era stato ripartito fra Germania, Bulgaria e Italia. Rodi faceva parte della zona italiana. All'inizio le truppe di occupazione non perseguitarono gli ebrei locali e consentirono a molti di loro di emigrare ad Atene. Nel mese di luglio 1944 il comandante della Wermacht Ulrich Kleeman, assegnato con la sua divisione presso le isole a est dell'Egeo, rastrellò la popolazione ebraica di Rodi, che ammontava a 1.700 persone, e la deportò, prima in nave, poi su carri bestiame, verso Auschwitz. I prigionieri giunsero ad Auschwitz il 16 agosto 1944. 1.500 di loro, fra cui Hanula (Khana) Franko, furono avviati immediatamente alle camere a gas. Meno di duecento ebrei di Rodi sopravvissero alla Shoah.
Nella foto, Donna ebrea che porta l'acqua , di Jacob Vassover (part.).
C'è molta attesa per l'apertura del College Touro. La cittadina è la sede ideale per un Festival della Cultura Ebraica. Intanto Il Giardino di Viola espone le foto di Steed Gamero sulla Qabbalah . E, nel verde, si impara la cucina kasher
A Zagarolo, vicino a Roma, sta per essere inaugurato presso Villa Rospigliosi un College che fa capo a un'importante università ebraica americana, il Touro College (in omaggio al rabbino Issac Touro, che fondò la prima sinagoga americana), cui accederanno alcune centinaia di studenti, molti dei quali provenienti dagli Stati Uniti, che studieranno economia, lettere e psicologia. La facoltà disporrà di un campus e una mensa rigorosamente kasher . "Siamo un'università ebraica internazionale che vuole rafforzare la vita degli ebrei e perpetrare la loro tradizione dovunque vivano," ha detto il presidente del College Bernard Lander, "fornendo dei valori etici forti per costruire una società migliore per tutti. Favorendo la conoscenza tra culture, il College intende contribuire alla lotta contro ogni forma di razzismo ed antisemitismo. Abbiamo un interesse speciale nell'aiutare le Comunità ebraiche che hanno subito gli orrori del nazismo a rafforzarsi ed a ricostruire la vita ebraica". Le sedi del Touro College, dislocate negli Usa, in Russia, in Germania e nello stato di Israele, sono frequentate da oltre ventimila studenti. In attesa dell'imminente apertura, Zagarolo si distingue per le iniziative negli ambiti dell'ebraismo e della memoria della Shoah . Si parla, inoltre, di istituire nella cittadina un Festival della cultura ebraica. La scrittrice e organizzatrice di eventi culturali Laura Onofri , in sinergia con l'associazione Watching The Sky , intanto, propone alcuni eventi legati all'ebraismo presso Il Giardino di Viola , Bed & Breakfast con attività artistiche e culturali all'interno di un villino padronale immerso nella natura. Insieme alle camere e agli ambienti accoglienti e tranquilli, ideali per un soggiorno rilassante e adatto alla meditazione, Il Giardino di Viola offre la possibilità di accedere a iniziative esclusive nell'àmbito della cultura ebraica: mostre d'arte e storiche, corsi di ebraismo e di cucina kasher . In collaborazione con il Pitifest , il più importante festival italiano di cinema e cultura ebraica, Il Giardino di Viola ospiterà la mostra di Steed Gamero Qabbalah, riflessi ed echi dello spirito . Gamero è un giovane fotografo d'arte molto attivo nell'àmbito della cultura ebraica. Le opere esposte presso Il Giardino di Viola fanno parte di una serie che sarà pubblicata in un libro d'arte, con testi di Roberto Malini che spiegano la mistica ebraica. Le preziose fotografie di Gamero dedicate alla Qabbalah ebraica sono considerate "di elevato valore mistico e spirituale" da tre dei più noti e seri cabalisti del mondo: Rabbi Avraham Greenbaum, Rabbi Michael Whitman e Velver Spiegler. In ottobre il fotografo terrà una grande personale - dedicata alle donne della Shoah - a Pitigliano, durante il Festival del Cinema e della Cultura Ebraica, diretto da Michela Scomazzon Galdi .
Adiacenze Zagarolo, a breve distanza da Roma. Servitissimo da mezzi pubblici, COTRAL e FFSS. Aereoporti di Ciampino e Fiumicino, Stazione Roma Termini, agevolmente raggiungibili.
La cittadina di Zagarolo, antico insediamento del 1400, in zona collinare, situato alle pendici meridionali dei Monti Prenestini, è luogo di grande interesse archeologico. Nel centro storico si trovano Chiese del XVI sec e Palazzo Rospigliosi (che ospiterà il College ebraico Touro), appartenuto ai principi Colonna, in cui soggiornò il Caravaggio dipingendo la Cena di Emmaus. Nelle sue sale è possibile visitare lo splendido Museo Europeo del Giocattolo. Zagarolo dista 6 km da Palestrina, in cui si trova la casa-museo dedicata al celeberrimo compositore Pierluigi da Palestrina. In questa cittadina, all'interno delle sale del Tempio della Fortuna Primigenia, in Palazzo Barberini-Colonna, trova alloggio il Museo Archeologico Nazionale, in cui si ammirano, tra le altre prestigiose opere, il grandioso Mosaico dell'inondazione del Nilo e la Triade Capitolina di Guidonia. A 15 km di distanza, sul Monte Guadagnolo si erge il Santuario della Mentorella, meta preferita di Papa Giovanni Paolo II per i suoi ritiri spirituali. Il luogo è raggiungibile anche attraverso percorsi definiti dal CAI
Servizi:
Lingue parlate: inglese, francese, tedesco, portoghese, spagnolo. Orari flessibili per la registrazione e l'uscita. Si accettano piccoli animali muniti di regolare certificato di vaccinazione. Informazioni turistiche.
Su prenotazione:
Oltre ai corsi di cultura ebraica e cucina kasher , corsi di stencil e fitoterapia, attività per il relax e la meditazione, passeggiate a cavallo
Servizi di cortesia:
Navetta da/per stazione locale. Piccola biblioteca (con scelta di testi dedicati a ebraismo e Shoah ), internet, mountain bike, angolo della pittura, angolo della scrittura. Sconti fino al 10% in negozi convenzionati con la struttura.
Prezzi:
Sono davvero buoni.
Come arrivare:
Autostrada Roma-Napoli da Nord, uscita San Cesareo, proseguire sulla SS6 Casilina fino al bivio con Zagarolo/Palestrina, girare a sx. distanza km 9 dall'uscita del casello
Autostrada Napoli-Roma da Sud, uscita Valmontone, proseguire sulla SS6 Casilina direzione Roma, fino al bivio con Zagarolo/Palestrina, girare a destra, distanza km 13 dall'uscita del casello
Bretella Fiano Romano-San Cesareo, come sopra.
Il messaggio di Anne Frank Il dramma in teatro danza Anne in the Sky è stato accolto con calore e ammirazione dal pubblico e dalla critica israeliani, dopo la recente rappresentazione al teatro Tzavta di Tel Aviv, nell'àmbito del 4° Festival annuale per la Cultura della Pace. La compagnia dei ragazzi dell'Arcobaleno è ormai una realtà di successo del teatro israeliano; le loro performance individuali e di gruppo sono sempre più mature e convincenti, tanto che un importante network si interessa allo spettacolo dedicato alla vita di Anna Frank. Il Festival per la Cultura della Pace ha celebrato il messaggio dell'opera: un invito al dialogo fra i popoli, un dialogo necessario, vitale, cui bisogna credere con tutte le forze. "I ragazzi del Teatro dell'Arcobaleno conoscono il dolore che attraversa Israele e la Palestina," ha detto Angelica Calò, co-autrice e direttrice della compagnia, "eppure credono che solo parlando, danzando, vivendo insieme si possa abbattere la barriera della diffidenza e costruire un mondo nuovo". "Desideriamo creare un terreno comune per gli ebrei e gli arabi," ha dichiarato il direttore del festival, Eli Grunfeld, "per fare arte e interagire, contro l'ignoranza, l'odio e l'indifferenza, perché la cultura può avvicinare Israele e la Palestina, ma non solo. Può avvicinare tutti i popoli". Il Jerusalem Post, uno dei principali quotidiani israeliani, ha dedicato ampio spazio all'iniziativa, mettendo in luce l'importanza dell'impegno comune di artisti ebrei, musulmani e cristiani per non interrompere mai lo scambio di idee, esperienze, emozioni. "Angelica e io abbiamo creduto fortemente in questo progetto," ha detto l'autore Roberto Malini, raggiunto a Milano dall'eco del successo, "cui abbiamo dedicato le nostre migliori energie. Anne Frank era una ragazza straordinaria. Non aveva solo il talento di una grande scrittrice, ma era anche una giovane donna al servizio dei suoi simili, di tutti gli esseri umani. A Westerbork, Auschwitz e Bergen-Belsen, mentre quasi tutti pensavano solo a sopravvivere, lei e la sorella Margot si privavano di quel poco cibo che ricevevano per aiutare chi soffriva più di loro. Erano troppo generose per sopravvivere nel campo di sterminio. Non bisogna dimenticarle. Adesso danzano e parlano ai ragazzi, durante lo spettacolo Anne in the Sky. Questa è la magia del teatro. Questo è il potere della memoria. E i ragazzi dell'Arcobaleno sono belli come lei, seguono le sue tracce e cambiano il mondo". Gli organizzatori del festival registrano gli effetti del 'teatro del dialogo' grazie al network degli 'Amici della Cultura della Pace': giovani e vecchi, ebrei e musulmani, religiosi e laici. "Il festival è un luogo di dialogo e coesistenza," conclude Grunfeld, "il solo evento di questo tipo in Israele e nel Medio Oriente".
Le poesie di Leopardi ragazzo La casa d'aste Christie's è stata incaricata di mettere in vendita il prossimo 15 giugno due componimenti giovanili inediti del poeta recanatese.
Recanati, 31 maggio 2006 - È un Giacomo Leopardi inconsueto quello che si legge nei due componimenti recentemente portati alla luce, e che risalgono al 1810, quando il poeta aveva appena dodici anni e stava per approcciarsi alla poesia nel modo in cui tutto il mondo lo conosce.
Due poesie che contengono versi e rime giocose, dai quali traspirano intenzioni scherzose, molto ironiche e spesso caricaturiali nei confronti dei due destinatari, il suo precettore don Sebastiano Sanchini e la nonna, contessa Virginia Mosca Leopardi.
Ad annunciare la scoperta e la prossima battitura all'asta dei due rari documenti è stata la Christie's, celebre casa d'aste, dalla sede di Roma. Il valore stimato è tra i 20.000 e i 22.000 euro ognuna.
I manoscritti erano conservati da una collezione privata di Venezia, ma furono probabilmente custoditi verso la fine dell'800 dal sacerdote vicentino Giovanni Battista Dalla Vecchia, già custode della biblioteca della famiglia Leopardi a Recanati.
Roberto Malini, scrittore, ed autore di testi per il cinema e la televisione, insieme al regista Dario Picciau e ad Andrea Jarach, ha in mente di realizzare un progetto ambizioso: riportare nelle Marche, in una sede adeguata, le poesie manoscritte di Leopardi bambino. Ha già scritto una lettera al Presidente della Regione Marche, sottolineando che contattando la casa d'aste Christie's si potrebbe ottenere un'agevolazione.
Tutto ciò anche per agevolare il film “L’Infinito” a cui i tre stanno lavorando e per il quale le due opere ritrovate costituirebbero una fonte di informazioni sul periodo giovanile del grande poeta.
Giornata dell’Africa: Save the Children stringe la mano a Giorgio Napolitano25 maggio 2006. Save the Children desidera esprimere apprezzamento per le parole pronunciate dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che, in occasione della Giornata dell’Africa, ha detto tra l’altro: “l'Italia continuerà ad essere vicina all'Africa e io farò tutto quello che rientra nei miei poteri perché questo impegno sia rispettato".
Si tratta di un proposito che Save the Children, impegnata in oltre 80 Paesi del mondo in favore dell’infanzia con progetti di cooperazione nel settore dell’educazione di base, della risposta alle emergenze, del contrasto all’Aids e di lotta allo sfruttamento e all’abuso, non può che apprezzare e condividere.
Save the Children auspica, al riguardo, che il nuovo Esecutivo, anche attraverso la nomina del Viceministro degli Esteri Patrizia Sentinelli, con delega al coordinamento delle attività per la cooperazione allo sviluppo, possa dare nuovo impulso all’impegno italiano nella cooperazione internazionale a favore dell’infanzia, garantendo l’implementazione delle Linee guida della cooperazione italiana sull’infanzia e l’adolescenza, prestando particolare attenzione ai contesti di emergenze e di conflitto o post-conflitto, in cui è necessario garantire il rispetto dei diritti fondamentali tra cui l’accesso all’istruzione per i bambini e gli adolescenti, ma anche ad una programmazione di medio e lungo periodo volta alla promozione e tutela dei diritti dei minori.
Save the Children si augura quindi che il nuovo governo possa ottemperare al fondamentale e sfidante impegno delle risorse: entro il 2010 i Paesi membri dell’Unione Europea hanno concordato di destinare lo 0,7% del Pil all’Aiuto Pubblico allo Sviluppo. Sin dalla prossima legge finanziaria il governo di Romano Prodi sarà messo alla prova sul delicato terreno dei finanziamenti.
Nota: ieri, alla vigilia della Giornata dell’Africa, Save the Children ha diffuso il rapporto “Visitors from Zimbabwe”, sul rischio di abuso e sfruttamento in cui incorrono i minori che emigrano da un paese all’altro dell’Africa.
Il rapporto è scaricabile dal link: www.savethechildren.it
Per ulteriori informazioni:
Ufficio Stampa Save the Children Italia
Emanuela Salvatori,
06.48070023
press@savethechildren.it
La 263 Films al MixedMedia Milano, Hangar Bicocca "Torri di Kiefer"
25-28 maggio 2006
25 maggio 2006. Inizia la prima edizione di MixedMedia, evento internazionale di new media art , architettura, sound e audiovisivi. La manifestazione si svolge a Milano presso l'Hangar Bicocca (Viale Sarca 336) in presenza della spettacolare installazione "I Sette Palazzi Celesti" dell'artista Anselm Kiefer. MixedMedia è un evento nuovo nell'àmbito della cultura e dell'arte elettronica, un settore in continuo sviluppo in cui le espressioni del pensiero e della creatività umani si sviluppano insieme all'evolversi dei nuovi media. Le quattro giornate dell'evento, attraverso mostre, incontri, seminari, concerti e ambienti visivi e sonori, vogliono quindi cercare di suggerire stimoli utili per stabilire percorsi e connessioni fra le parti, aiutando a individuare le modalità con cui il 'digitale' sta modificando le strutture culturali e le modalità percettive della società moderna. MixedMedia presenta la versione 0.1 della Digital Creative Map, a cura di Maria
Grazia Mattei (MGM Digital Communication), con la partecipazione di Mauro Bonetto della Camera di Commercio di Milano e con gli interventi delle "punte di diamante" della Milano digitale creativa. Dario Picciau e Roberto Malini hanno presentato al pubblico il video digitale "Ricostruire un mondo perduto", dedicato alla factory 263 Films e al film Dear Anne . Picciau ha illustrato, in sintesi, il progetto: "Uno studio capillare, basato su migliaia di foto, documenti, reperti, testimonianze; l'impiego delle più avanzate tecnologie di animazione e modellazione tridimensionale, fra cui il Motion Capture, con i nostri studi che sono i più attrezzati d'Europa; il lavoro di un formidabile team internazionale ci ha permesso di ricostruire Amsterdam durante l'occupazione nazista e i personaggi del mondo di Anne Frank, simbolo della Shoah". Malini ha raccontato, nel poco tempo a disposizione (unico neo dell'organizzazione, che ha costretto i protagonisti dell'innovazione a interventi davvero scheletrici), il percorso da cui ha avuto origine quella che è attualmente la punta di diamante del cinema 3D in Europa: "Ho vissuto l'evoluzione del mondo digitale dai suoi albori, quando, nel 1984, ho scelto, insieme a un
visionario come Ernesto Piraino, di sostituire la grafica tradizionale con quello che allora si chiamava desk top publishing . Nei primi anni '90 ho iniziato a lavorare con Dario Picciau, che più di ogni altro capiva le potenzialità delle nuove tecnologie. L'arte, la televisione, il cinema, la comunicazione, la cultura: niente sarebbe mai più stato come prima. Pittura, scultura e anche letteratura potevano prendere corpo e vita. Nascevano mondi sintetici in cui respiravano creature digitali. Ma la grande sfida era una sola: sarebbe stato possibile aprire una finestra sul passato e riportare in luce i grandi eventi della Storia? Dear Anne è la risposta". F.P.
Nelle foto, le "Torri di Kiefer" ancora più suggestive grazie all'aberrazione ottica; Maria Grazia Mattei, Dario Picciau, Roberto Malini e Mauro Bonetto; Dario Picciau e Roberto Malini all'ingresso dell'Hangar Bicocca.
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Nella giornata di domenica 11 giugno 2006 si svolgerà a Firenze, presso l' Auditorium dell'Ente Cassa di Risparmio in via Folco Portinari 5 , un evento culturale intitolato " Contro le frontiere dell'editoria italiana ": un incontro esclusivo con alcuni rilevanti rappresentanti dell'editoria e della cultura nazionale. Le contraddizioni, le metamorfosi e gli orizzonti dell'editoria in Italia saranno analizzati in un'occasione davvero speciale: un'iniziativa - che inizierà alle ore 10,30 e terminerà alle 18,30 - patrocinata dalla Provincia di Firenze , dall' Assessorato alla Cultura del capoluogo toscano e dall' Ente Cassa di Risparmio di Firenze . L'incontro rappresenta una tappa importante per la crescita e l'affermazione del progetto L'emergente sgomita (www.emergentesgomita.com), diretto dal giovane scrittore e promotore culturale Matteo Pegoraro . Grazie a un'iniziativa unica nel nostro paese, lo staff de L'emergente sgomita stimola gli editori a osare per recuperare valori apparentemente perduti della cultura e dell'arte, offrendo contemporaneamente ai giovani autori un punto di riferimento fondamentale per orientarsi nei difficili e insidiosi rapporti con gli editori. Nella stessa occasione L'emergente sgomita, che ha diffuso recentemente il quinto numero del suo magazine digitale, presenta al pubblico e alla stampa la prima uscita in formato in cartaceo; inoltre lo scrittore, sceneggiatore e artista Roberto Malini , coadiuvato dal suo staff , illustrerà il progetto Visions - Robin di Oz : un piano di innovazione decisamente ambizioso, per il Vecchio Continente, perché si pone su standard di creatività, tecnologia e organizzazione del lavoro in team che attualmente sono presenti solo nei paesi anglosassoni. Il gruppo che darà vita al progetto è composto, in effetti, da professionisti che si avvalgono delle più moderne risorse hi-tech e che si impegna quotidianamente nella ricerca e sviluppo di tali tecnologie.
Domenica 11 giugno sarà un'occasione impedibile per scrittori esordienti o aspiranti tali: il pubblico potrà infatti incontrare da vicino editor , direttori editoriali e curatori di collana di note case editrici nazionali e discutere sulle frontiere - e sulle prospettive - dell'editoria italiana contemporanea. Rappresenteranno infatti l'editoria nazionale: il neonato consorzio della testata indipendente 365 Bookmark, "P.E.R. i Libri" Piccoli Editori Riuniti ; Errico Buonanno , autore e curatore della collana Marsilio X per Marsilio Editori; Francesca Chiappa , direttore editoriale di Hacca, nuovo marchio di Halley Editrice; Ugo Malaguti , direttore editoriale del colosso della fantascienza italiana Perseo Libri; Roberto Malini , fondatore di Visions. Ma non mancherà il confronto con i diretti interessati, gli autori; quattro le penne affermate che saranno protagoniste dell'incontro: Paolo Bianchi , giornalista, traduttore e scrittore (ultimo suo romanzo, La cura dei sogni , edito da Salani); Alda Teodorani , una tra le più note e meritevoli narratrici horror italiane; Davide Mosca , autore della saga di notevole successo - edita da Mursia - che ha per protagonista Silla, personaggio chiave della storia romana; Diego Zandel , giornalista, collaboratore delle case editrici Mondadori, Rusconi e Bompiani nonché autore di svariati romanzi per Aragno, Hobby & Work, Rusconi e Mondadori. A moderare l'incontro, il ventenne Matteo Pegoraro, autore, Guida superEva per gli Scrittori Emergenti italiani e direttore editoriale de L'emergente sgomita .
"Questa rivista mira a essere la manifestazione di una comunità interessante e in pieno sviluppo, che potrà arrivare in alto, se si concederà il giusto spazio a talenti meritevoli di essere notati e seguiti, con l'ausilio di uno strumento d'informazione e crescita per gli autori che aspirano a emergere" tiene a precisare la redazione del magazine su www.emergentesgomita.com , che ha finora ospitato tra le sue pagine virtuali nomi come Daniele Scalise, Antonia Arslan, Giulio Leoni, Alessandra Montrucchio, Gabriele Salvatores, Marco Ferradini e tanti altri. "È un'occasione rara di confronto e crescita reciproca: deve apparire chiaro il messaggio di una comunità in continua espansione per la promozione della cultura giovane e della letteratura che vuole ritrovare la sua antica purezza" ha dichiarato Matteo Pegoraro, alla guida del team .
Tutti coloro che domenica 11 giugno parteciperanno all'evento riceveranno una copia gratuita della rivista L'emergente sgomita e avranno altresì l'opportunità - grazie allo "spazio autori" che l'organizzazione ha messo a disposizione - di discutere direttamente con gli autori sopraccitati e far autografare loro copie delle ultime pubblicazioni.
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